sabato 16 luglio 2011
Al mercato di Grand Yoff
venerdì 15 luglio 2011
Traffico e diseguaglianza
Attendere il verde? Dare la precedenza? Attraversare sulle strisce pedonali? Vocaboli e azioni del tutto inesistenti qui. Qui la strada é una giungla, chi passa per primo la precedenza se la prende!
I taxi sono spietati... costituiti per lo più da vecchie macchine anni 80 o 90 verniciate di giallo e nero, con adesivi e nomi di santi locali a protezione dell'autista e del viaggiatore, sfilano e si intrufolano in ogni angolo e appena vedono passare qualcuno gli danno un colpo di clacson per richiamarlo.
Tutti hanno sedili scassati, finestrini che a mala pena si aprono a manovella ma sempre la radio accesa che offre musica senegalese che non puo' non mettere allegria!
I mezzi pubblici esistono, solo che non abbiamo avuto il coraggio di prenderli: sono furgoncini di fortuna, bisogna salirci al volo, all'interno si sta addossati l'uno all'altro come le sardine e se non ti va bene "ti attacchi al tram"nel vero senso della parola.
Oggi osservavamo le automobili ad un incrocio: o sono macchine molto vecchie e quasi sempre acciaccate, o sono enormi SUV e pick-up di ultima generazione, guidati da neri e da bianchi. Sono davvero frequentissimi, e direi che é proprio segno del grande divario sociale. La forbice della diseguaglianza sociale si sta, purtroppo, aprendo sempre più...
le strade, le case, i bambini..
Non vi abbiamo ancora descritto Dakar coi nostri occhi di toubab...ebbene la capitale del Senegal ospita un milione di abitanti ed é divisa in 19 arrondissement. Tra questi, ovviamente, ci sono quartieri residenziali benestanti o ex coloniali e quartieri più poveri. In generale, agli occhi di un italiano, la città appare caotica, sporca, maleodorante in alcuni tratti per le fogne a cielo aperto, polverosa..ci sono baracche su ogni marciapiede che vendono ogni tipo di frutta esotica, tessuto, cellulare o chincaglieria varia. Le strade raramente sono asfaltate, spesso sono di terra scura mista ad ogni genere di rifiuti e con ai bordi cumuli di ferraglie o macerie da edilizia.
La strada é vissuta non solo dai venditori, ma da tutti… come nell’Italia di anni fa, i bambini giocano per strada , si arrampicano sulle macerie, sulle ferraglie , sui materassi abbandonati…scavano nella terra sporca per giocare, sono sempre in giro in gruppo e ci sono sempre tante donne come loro punto di riferimento, non solo la mamma. Le case sono a volte lussuose e con splendide buganville davanti, ma spesso vere e proprie catapecchie, a volte edifici in cemento ma con delle entrate davvero fatiscenti, lasciate a se stesse, con capre che vivono nei cortili insieme alla gente, scarpe abbandonate in ogni angolo...eppure quando si entra si nota che il salone, luogo di accoglienza degli ospiti, é sempre molto ricco e arredato con cura. Certi cortili ricordano la casa dei miei bisnonni in un paesino del sud: diverse case collegate dal cortile, dove abitano mamme, suocere e tutte le mogli dello stesso uomo. Le porte sono sempre aperte, si passa di qua e di là in continuazione, i bambini sono di tutti. E’ bello questo comunitarismo!
Il "distretto tessile" di Dakar

Per l'attività sartoriale di Abi, che prevede un mélange culturale tra stoffe e colori africani e stile e gusto occidentale, siamo andate a contattare il sarto Dieng, finora sentito sempre solo per telefono. Quando abbiamo visto dove lavora e in che condizioni ci ha fatto una gran tenerezza. Lavora in quello che sembra una sorta di distretto tessile di Dakar, dentro il mercato di Sandaga, molto centrale e affollato, ad appena 200 m dalla place de l'Indépendance. Si tratta del quartiere dei sarti, una parte di mercato (tutto abusivo qui) dove si trovano tutte bancarelle chiuse una attaccata all’altra con una passerella in mezzo che le collega all'interno di una tensostruttura ricoperta da un tendone : in ognuna di queste bancarelle (tutte numerate) c’é un sarto o più che cuce con un tavolo, un ventilatore arrugginito, una Singer o una Necchi del dopoguerra e stira con l’acqua di una bacinella che una ragazza va a riempire e riporta. La cosa bella e palpabile é che sono tutti amici e solidali tra loro, sembra. Quando hanno un ricamo difficile da fare vanno a farsi aiutare dalla bancarella di fronte. Inoltre il nostro amico sarto ci ha raccontato che li spesso ha dei black out di elettricità per ore e ore e devono interrompere il lavoro e aspettare di poterlo riprendere non appena torna la corrente..
Accanto alle postazioni dei sarti ci sono bancarelle di passamanerie e tessuti, tutto nelle vicinanze insomma!
Un vero e proprio distretto..sui generis.
giovedì 14 luglio 2011
Giornata importante oggi.
Domani o dopo dovremmo andare a Darou-Mousty per la festa religiosa del Grand Magal.
E' la festa più grande della comunità Mouride, che si riunisce per ricordare la nascita del fratello del Marabout Amadou Bamba, Mame Thierno Birahim Mbacke, personalità di spicco della confraternita dei Mouride, la più numerosa dell'Islam senegalese, fondata proprio da Amadou Bamba a metà del 1800
Vi terremo aggiornati!
mercoledì 13 luglio 2011
Una serata a Soumbédioune
Due sere fa i nostri amici ci hanno portato a mangiare il pesce in un locale con una terrazza sulla baia di Soumbedioune. Sulla spiaggia tanti fuochi accesi, piccoli banchi per grigliate senza pretese. Noi invece abbiamo gustato il cibo alla presenza di un vero griot. Si è informato sui nostri nomi, e poi ha cantato le lodi di ciascuno, accompagnandosi col suo tamburo...